Così Cristiana Furiani, presidente del Consorzio Radicchio di Verona Igp, si è espressa a margine del convegno "Fare qualità, misurarla, comunicarla" svoltosi nei giorni scorsi a Legnago (Verona) nella rinnovata sala convegni dell'azienda Geofur.

Folta partecipazione al convegno su "Fare qualità, misurarla e comunicarla".
"Siamo contenti – dichiara Cristiana Furiani – per l'interesse che il nostro prodotto sta suscitando in ambito commerciale. Siamo una realtà ancora relativamente giovane ma diversi supermercati ci hanno espressamente chiesto il prodotto. Mantenendo un elevato standard di qualità, cosa che i nostri produttori sanno ben fare, possiamo farci apprezzare da un numero crescente di consumatori".

Nella nuova sala convegni di Geofur, una zona dedicata a tutti i radicchi.
E la qualità del Radicchio di Verona Igp è stata suffragata durante il convegno. Michele Giannini, di Veneto Agricoltura, ha illustrato i risultati di un'indagine nutrizionale. Questa tipologia di radicchio ha registrato una media di sostanza secca pari a 8,60% e 1,195 gr/kg delle principali sostanze che determinano il gusto amaro. La capacità antiossidante è inferiore solo al mirtillo, così come la quantità di polifenoli.

Un momento del convegno di Legnago (Verona).
L'ottima qualità del radicchio 2015/16 è stata confermata anche da Furiani, la quale non ha nascosto che l'andamento invernale senza temperature troppo basse ha penalizzato i consumi. "I radicchi si mangiano volentieri quando fuori fa freddo, e quest'anno non è stato così. Ciò ha penalizzato gli acquisti determinando, in certi momenti, prezzi poco soddisfacenti. In più, va detto che la produzione globale di radicchio è stata elevata".
Il radicchio di Verona Igp tardivo deve essere sottoposto a una successiva trasformazione che prevede una fase forzata di imbianchimento grazie alla quale le foglie acquisiscono le caratteristiche di croccantezza, gusto leggermente amaro e colorazione identificativi del prodotto.

Un particolare della sala meeting.
Gabriella Piras, di Veneto Agricoltura, ha sottolineato come fare qualità sia un pre-requisito indispensabile, ma non sufficiente: se la qualità non viene comunicata e fatta conoscere ai possibili acquirenti rimane fine a se stessa. E' in questo il Consorzio può giocare un ruolo importante sfruttando canali comunicativi riconosciuti autorevoli e presenti nel settore da tempo.