"La ricerca nel settore agrumicolo presenta molteplici obiettivi da raggiungere: ad esempio, negli ultimi tempi è cresciuto l'interesse per i mandarini rossi". Lo afferma Marco Caruso (ricercatore del CREA di Acireale), uno dei coordinatori della sessione "Agrumi" al VIP (Varieties International Project) a Macfrut, (Rimini, 6-7 maggio 2025), insieme al professor Stefano La Malfa dell'Università di Catania.
© Marco Caruso, CREA
"La pigmentazione che dà alla buccia e alla polpa un colore con sfaccettature rosse è sempre più ricercata anche all'estero. Come CREA, abbiamo diverse sperimentazioni in essere, ma anche all'estero stanno lavorando su questo carattere, ad esempio in Spagna e in Corea. Il colore rosso della polpa non è solo un mero fatto estetico, visto che le antocianine, ossia i pigmenti che conferiscono tale colorazione, sono dei potenti antiossidanti.
"Anni di valutazioni degli ibridi pigmentati ottenuti dal CREA hanno dimostrato che la colorazione antocianica, stimolata dalle basse temperature, varia sensibilmente in base agli areali di coltivazione. La sfida attuale è di ottenere nuove varietà di mandarini rossi che abbiano una colorazione stabile e uniforme, e sempre meno dipendente dall'accumulo di freddo".
© Marco Caruso, CREA
Se da un lato l'aspetto esteriore ha la sua importanza, dall'altro il carattere dell'apirenia, cioè l'assenza di semi, è ormai imprescindibile per tutti gli agrumi di nuova costituzione. È inoltre prioritario ampliare l'offerta varietale di mandarini a maturazione tardiva.
In merito al ruolo della ricerca, Marco Caruso precisa, "È indispensabile la stretta collaborazione fra enti di ricerca pubblici e aziende private, perché sarà il mercato a decidere il successo di una varietà. Dobbiamo inoltre mettere a punto selezioni che sappiano adattarsi agli attuali estremi climatici e che abbiano resistenze alle principali fisiopatie e fitopatie, come la maculatura bruna causata da Alternaria alternata, sempre più diffusa a livello nazionale. L'agricoltore vuole agrumi facili da coltivare e produttivi, il consumatore li desidera buoni, facili da sbucciare e senza semi: non è certo facile trovare il giusto compromesso".
© Marco Caruso, CREA
Al centro dell'attenzione dei diversi programmi di breeding mondiali, incluso quello del CREA, vi è anche il pompelmo: "Negli ultimi anni, il consumo di pompelmo ha subito, a livello mondiale, una forte contrazione a causa dei problemi causati dalle furanocumarine, una classe di sostanze molto presente in questo agrume che può interagire negativamente con alcuni gruppi di farmaci. Per questo molti gruppi di ricerca lavorano alla costituzione di ibridi di pompelmo a basso contenuto di furanocumarine".
"L'adattabilità delle selezioni all'ambiente e al clima è fondamentale in un'azione di ricerca – conclude Caruso – ed è per questo che è molto importante collaborare con gli agricoltori per un confronto continuo su come le piante in prova reagiscono agli stress e si adattano ai diversi ambienti di coltivazione".
Per maggiori informazioni
www.macfrut.com
Programma V.I.P.
www.crea.gov.it