"La fiera che vorremmo" è un documento sottoscritto da 33 realtà del settore (che salgono a 82 considerando le imprese che fanno parte dei vari Consorzi coinvolti) e che è stato presentato ieri lunedì 31 marzo 2025 alla stampa di settore. Coordinatore del gruppo di contatto è Claudio Dall'Agata (Consorzio Bestack) e ne fanno parte anche Martina Boromello (Ortoromi), Sarah Bua (OP La Deliziosa), Carola Gullino (Gullino Group) e Leonardo Odorizzi (La Grande Bellezza Italiana).
Cosa si chiede in questo documento? "Abbiamo riunito e sensibilizzato questo gruppo - ha esordito Dall'Agata - in oltre un anno di lavoro. Prima di tutto auspichiamo che nel 2026 non vi siano sovrapposizioni di fiere, e già questo sarebbe un primo, piccolo risultato importante. Ma in realtà i nostri obiettivi sono molto più ampi. Lo scopo è quello di crescere singolarmente e far crescere il nostro comparto attraverso un sistema fieristico che dialoghi e si confronti, coinvolgendo anche i consumatori. Il nostro ruolo è dichiarare quello che preferiamo e fare un salto in avanti rispetto alle fiere di settore".
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.it
Il gruppo si è già confrontato "con alcuni singoli enti fiera, partendo da Cesena Fiera organizzatrice di Macfrut, manifestazione di riferimento dell'ortofrutta italiana e, a seguire, Fiere di Parma, BolognaFiere Group e Italian Exibition Group".
"Un primo punto da sottolineare - è intervenuto Leonardo Odorizzi, co-fondatore de La Grande Bellezza Italiana - è che c'è coesione fra realtà diverse: dalle aziende piccole ad alcune grandissime, da singoli privati a consorzi, fino alle OP. E questo è già, a parte tutto, un bel risultato. Ciò detto, c'è bisogno di trovare nuove soluzioni, modi per coinvolgere il pubblico, promuovere i consumi, e anche in fretta: non c'è tempo da perdere".
"Macfrut ha il ruolo indiscusso di fiera di settore - ha aggiunto Odorizzi - ma vorremmo ampliare il raggio d'azione. Solo che il nostro comparto non è pronto a fare comunicazione diretta al consumatore, se non in minima parte e solo da aziende già strutturate in questo senso. Non abbiamo ricette, ma ci mettiamo in gioco per discuterne tutti insieme".
Martina Boromello di Ortoromi è intervenuta dicendo che "il nostro vuole essere un punto di partenza. Vogliamo portare beneficio al settore ortofrutticolo con delle scelte utili non solo alla singola azienda, ma alla filiera. Sul fronte fiere, c'è del margine di miglioramento e questo è positivo: lo diciamo con spirito propositivo e non polemico. Siamo qui a disposizione per confrontarci e crescere insieme".
Sara Bua (Op La Deliziosa) ha rilanciato affermando che "è importante ragionare, in maniera unitaria, su questi temi, con spirito costruttivo, osservando i problemi e cercando di trovare soluzioni condivise. Ogni azienda, nel proprio piccolo, fa azioni di marketing verso il consumatore, ma agendo con piccoli interventi non si riesce a essere davvero incisivi".
Consumatori e fiere di settore
Si legge nel documento sottoscritto: "Vi sono fiere come Vinitaly, Cosmoprof, Ecomondo, Rimini Welness, Salone del Mobile) che hanno avuto la capacità di tenere al centro l'aspetto B2B, a cui hanno affiancato nel tempo anche quello B2C, costruendo l'esperienza di visita del consumatore, in cui fargli vivere il prodotto, raccontarglielo con dovizia di particolari, fare informazione e costruire per questo un rapporto diretto e meno intermediato. Tutte queste fiere sono state in grado di avvicinare il consumatore alle aziende espositrici".
E infatti simili manifestazioni attraggono centinaia di migliaia di visitatori. Altresì, in conferenza stampa alcuni giornalisti hanno fatto notare che al centro di una fiera che vuole coinvolgere i consumatori ci vuole il prodotto. Ma una fiera dell'ortofrutta non è come la fiera del vino o della birra o dei mobili, nelle quali il prodotto è sempre disponibile, in quanto non legato alla stagionalità o al maltempo degli ultimi giorni. Insomma, per dare vita a una fiera dell'ortofrutta, attrattiva per i consumatori, occorre fare ragionamenti molto approfonditi, non affrontati in conferenza stampa.
"Ringraziando ciascuno per la disponibilità mostrata - si legge nel documento dei firmatari - il tempo dedicato e le prime proposte già ricevute, l'augurio è che tale iniziativa, nell'interesse dei ruoli di ciascuno e soprattutto del benessere della filiera ortofrutticola italiana, possa costituire la prima scintilla per la produzione, affinché la lista delle aziende che si riconoscono ne "La fiera che vorremmo" continui a crescere, perché sia ancora più largo il confronto e più significativo il valore della proposta condivisa. Allo stesso modo, ci si augura che l'apertura di questo dialogo progettuale possa facilitare il processo di sintesi del calendario fieristico italiano in ortofrutta, corredandolo con iniziative e servizi che aiutino la filiera ortofrutticola italiana a recuperare importanti elementi di visibilità e competitività. Così come si accolgono già con favore, anche sulla scorta di quanto proposto, tutte le iniziative tese a un maggiore coinvolgimento del consumatore finale".