"Ho iniziato a lavorare da ragazzino, subito dopo la guerra, e oggi ho 90 anni. Mio babbo era fabbro a Forlì e io sono nato in officina, praticamente. Ma col passare degli anni spesso mi scontravo con lui: io volevo portare novità e investire, lui voleva rimanere ancorato al modo tradizionale di lavorare".
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itRolando e Alessandro Calderoni
Rolando Calderoni, fondatore dell'azienda che oggi porta il suo nome ed è condotta dal figlio Alessandro, è un testimone di come è cambiata l'agricoltura romagnola e italiana negli ultimi 60 anni. "Ho iniziato a essere più autonomo da mio babbo nel 1959, costruendo estirpatori per conto terzi – spiega Calderoni – in quanto li vendevo al Consorzio Agrario di Forlì che poi a sua volta li rivendeva agli agricoltori. Poi, nel 1965, chiesi un aumento: invece di 117.500 lire per ogni attrezzo, mi pareva giusto salire a 120mila. L'aumento non mi fu accordato ed è stata la mia fortuna, in quanto mi sono messo in proprio".
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Calderoni attualmente esporta in tutto il mondo tecnologie per il diserbo meccanico fra le file e sulla fila. Ha introdotto numerose innovazioni, fra le quali la prima fresa portata sull'attacco a tre punti del trattore. "È stata una intuizione del 1976, all'epoca non vi era nulla di simile. Avevamo già un buon nome a livello regionale, ma con quella invenzione cominciammo a essere conosciuti in tutta Italia. Poi nel 1981 è arrivato il trinciatutto".
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Sfogliando l'album delle fotografie, emergono immagini in bianco e nero che raccontano un'epoca. "Si andava alle fiere caricando un attrezzo, massimo due, sul camion. La maggior parte delle volte si trattava di sagre allestite nelle piazze dei paesi. Ma ricordo la prima volta che portai in piazza un mio estirpatore, nel 1965: i costruttori già affermati non volevano che io esponessi vicino a loro, ero un emerito sconosciuto, e mi relegarono in fondo a una strada. Però gli agricoltori venivano a vedere la mia attrezzatura e si dovettero ricredere".
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"In questi 60-70 anni l'agricoltura è cambiata radicalmente, e in meglio. Oggi i giovani vogliono innovazione, e noi dobbiamo dargliela. Quando vedo le nostre nuove macchine, sempre più perfezionate e che facilitano il lavoro degli imprenditori, il cuore mi si riempie di soddisfazione. Ho sempre cercato non solo di stare al passo con i tempi, ma anche di anticiparli", conclude.
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Calderoni Rolando
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