A Tarquinia, zona specializzata nella produzione di melone retato in pieno campo per le epoche medio tardive, sono in ritardo di almeno una settimana le operazioni di trapianto, a causa dell'andamento climatico piovoso di marzo, che ha reso complicata la messa a dimora delle piantine.
Il ritardo per alcuni produttori, quelli "fortunati", è di circa 7 giorni, per altri si tratta anche di 10 o 15 giorni. Purtroppo non è stato possibile eseguire neppure tutte le operazioni colturali pre trapianto, sicché i vivaisti della zona stanno stoccando ingenti quantità di piantine già pronte per la messa a dimora.
© Lorena Reale | FreshPlaza.it
A confermare la notizia è l'agronomo Simone Capponi, il quale afferma: "Sono partiti con un ritardo di circa quindici giorni i trapianti di melone retato in pieno campo, a causa dell'andamento climatico avverso di marzo. Confidiamo che in questa prima decade di aprile il meteo migliori, in modo da permettere ai nostri soci la messa a dimora delle piantine di melone".
Il ritardo potrebbe portare a una sovrapposizione con le produzioni di altre aree, potenzialmente causando un eccesso di offerta in un determinato periodo e influenzando negativamente i prezzi di mercato. Se invece le condizioni climatiche miglioreranno e i trapianti dovessero avvenire in ritardo ma in modo uniforme, potrebbe verificarsi una maturazione contemporanea dei meloni, complicando la gestione del raccolto e la distribuzione. Ma questo nessuno può dirlo, non si può altro che confidare in un miglioramento climatico.
La produzione di melone in pieno campo nell'areale del viterbese, in base a quanto emerge da dati Istat nel 2024, interessa 310 ettari per un totale di 12.200 tonnellate prodotte. Nel Lazio, sono 735 gli ettari coltivati per un totale di 27.075 tonnellate.