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Tecnologie e strategie a confronto a cura di Ri.Nova

Con il progetto Adapter la difesa attiva contro le gelate tardive diventa smart

Le gelate tardive rappresentano una delle maggiori minacce per la frutticoltura regionale, con danni che negli ultimi anni hanno colpito fino all'80% delle produzioni. Per fronteggiare questa sfida, nasce Adapter, un progetto innovativo coordinato da Ri.Nova e con capofila Apo Conerpo, che si propone di analizzare e confrontare l'efficacia dei diversi sistemi di difesa attiva attualmente disponibili.

La finalità principale del progetto – che si svilupperà nei prossimi tre anni con il coinvolgimento diretto di una quindicina di aziende frutticole della regione - è quella di fornire agli agricoltori indicazioni operative per scegliere la soluzione più adatta alle specifiche condizioni della singola azienda, partendo da dati più precisi elaborati da sistemi avanzati e avvalendosi di protocolli operativi specifici che permettano di ottimizzare la gestione dei dispositivi, garantendo una maggiore precisione e tempestività nelle azioni di contrasto.

Danni da gelata su fiori di albicocco

Il cuore di Adapter è un'analisi comparativa in condizioni reali, che metterà a confronto i principali strumenti di difesa attiva dalle gelate tardive: ventilatori antibrina, irrigazione soprachioma e sottochioma, candele antigelo, bruciatori mobili e sostanze crioprotettive. Grazie alla collaborazione con l'Università di Bologna, il Canale Emiliano Romagnolo e alcune importanti realtà produttive, verranno raccolti dati sperimentali per valutare l'efficacia, i limiti e i costi operativi di ciascuna soluzione.

"Oggi i produttori si trovano a dover scegliere tra diverse tecnologie senza un quadro completo della loro reale efficacia – spiega Daniele Missere, responsabile organizzativo del progetto e referente per il settore frutticolo di Ri.Nova - Dai dati di partenza, sappiamo che i ventilatori antibrina risultano particolarmente efficaci nelle situazioni di gelata per irraggiamento, quando l'aria più calda si trova a pochi metri dal suolo e può essere rimescolata verso il basso. Tuttavia, in condizioni di gelata per avvezione, con aria fredda uniforme, l'efficacia diminuisce. L'irrigazione soprachioma, invece, risulta efficace quando le temperature non scendono sotto i -4°C e in condizioni di disponibilità idrica sufficiente, poiché il passaggio da acqua a ghiaccio rilascia calore".

Danni da gelata su fiori di melo

"Il sistema sottochioma si presta a situazioni in cui l'acqua è limitata, ma ha un'efficacia inferiore nelle gelate più intense. Le candele antigelo e i bruciatori mobili sono utilizzati in appezzamenti più piccoli, garantendo un calore localizzato, ma i costi operativi e la gestione continua rappresentano un limite. I trattamenti crioprotettivi, infine, sono in fase sperimentale e offrono un'azione preventiva piuttosto che una protezione immediata. La scelta del migliore sistema da attivare in una specifica condizione è spesso lasciata all'intuizione del produttore: con il progetto Adapter vogliamo offrire risposte concrete basate su dati oggettivi, in modo che le aziende possano adottare le soluzioni più adeguate alle proprie esigenze" continua Missere.

Nella foto a destra: ventola antibrina fissa

Innovazione, sostenibilità e risultati attesi
Il progetto prevede anche la creazione di una rete di monitoraggio avanzata, capace di raccogliere dati agro-meteorologici in tempo reale e di integrarli in una piattaforma digitale accessibile agli agricoltori interessati.

"Questo permetterà un'analisi puntuale delle condizioni climatiche e un confronto diretto tra le performance dei vari sistemi di difesa – prosegue Missere - Inoltre, saranno sviluppati protocolli operativi specifici per ottimizzare la gestione dei dispositivi antibrina, garantendo una maggiore precisione e tempestività nelle azioni di contrasto. Adapter punta anche alla valutazione della sostenibilità economica e ambientale delle tecnologie testate, tramite l'approccio del Life Cycle Assessment (LCA) e l'analisi costi-benefici. I risultati attesi includono una significativa riduzione delle perdite produttive rispetto agli eventi gelivi degli ultimi anni e un miglioramento dell'efficienza nell'uso delle risorse idriche, grazie anche a tecnologie innovative come l'irrigazione soprachioma 'pulsar' che, mirando esclusivamente agli organi vegetali della pianta, consente di ridurre del 50% il consumo di acqua".

Nella foto a sinistra: ventola antibrina multielica mobile

Oltre agli aspetti tecnici, Adapter dedicherà spazio alla formazione e divulgazione, con attività rivolte ad agricoltori, tecnici e comunità locali: "L'obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza sulle sfide del cambiamento climatico e sulle possibili strategie di difesa, coinvolgendo anche scuole e operatori sociali. Grazie alla collaborazione tra ricerca, imprese agricole e partner istituzionali, questo progetto rappresenta un'opportunità concreta per aumentare la resilienza del settore ortofrutticolo, assicurando al contempo una gestione più sostenibile delle risorse".

La realizzazione del progetto è possibile grazie alla collaborazione di: Apo Conerpo, AOP Italia, Granfrutta Zani, Orogel Fresco, Terremerse, Agribologna, Agrintesa, Fruit Modena Group, Università di Bologna, Canale Emiliano-Romagnolo, Dinamica, Orticolti, All Vineyard.

L'iniziativa è realizzata nell'ambito del CoPSR 2023-2027 - Tipo di intervento SRG01 "Sostegno ai Gruppi Operativi PEI AGRI" – OS4. Il progetto è finanziato dal FEASR 2023-2027 – Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale – Progetto "Valutazione comparata di sistemi di difesa attivi per le gelate tardive in relazione ai cambiamenti climatici - Adapter".

Foto fornite da Ri.Nova

Data di pubblicazione: